Un invito alla "prudenza" e alla "calma", a partire dalla consapevolezza che "c’è una discrepanza sempre crescente tra i tempi ‘lunghi’ della bioetica e le ‘accelerazioni’ spesso presunte – della scienza". A rivolgerlo tramite il SIR è Salvino Leone, docente di Bioetica all’Università di Palermo, a proposito del cromosoma artificiale "scoperto" dal biologo americano Craig Venter. Quello che viene dagli Usa, secondo l’esperto, è un annuncio "da seguire con cauto interesse, cercando di capire cosa è realmente stato fatto, prima di emettere giudizi totalmente negativi o eccessivamente positivi". "Ciò che sembra certo afferma Leone – è che siano state assemblate varie sostanze per dare origine a questo cromosoma. Ora si tratta di capire se si tratta solo di una creazione di un ‘pezzo’ artificiale, non molto diverso in questo caso da un cuore o un rene artificiale, o se se tutto l’assetto genetico sia artificiale, al fine di produrre vita in laboratorio. Un’operazione, quest’ultima, non ammissibile e non accettabile". In termini "futuribili", argomenta infatti Leone, "anche quando si riuscisse a creare vita in laboratorio, ci sarebbe sempre una componente spirituale ineliminabile, che prescinde dalle dimensioni scientifiche della vita stessa".