In Italia, secondo l’Istat, l’11% delle famiglie italiane, pari a circa 7,5 milioni di cittadini, vive sotto la soglia di povertà relativa. Questi cittadini sono costretti a destinare fino al 42% del proprio reddito per soddisfare il bisogno primario del cibo a fronte di una media nazionale che, per la stessa finalità, spende un quarto (24%) delle proprie entrate. Esiste dunque un problema "sussistenza alimentare" anche in Italia. È possibile realizzare, una alimentazione nutrizionalmente adeguata ai bisogni, e quindi soddisfacente, ad un costo accessibile anche alle fasce più deboli della popolazione? Cosa possono fare le Istituzioni pubbliche e private? Sono questi i temi del dossier, che verrà presentato domani a Roma, "Il contributo italiano al diritto all’alimentazione a tutela delle fasce più deboli della popolazione", redatto dall’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) con il contributo di Caritas Italiana, Coop e Fondazione Banco Alimentare Onlus. Il rapporto viene presentato occasione delle celebrazioni ufficiali italiane della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Interverranno, tra gli altri, Manfredo Incisa di Camerana (vice direttore generale Fao), Isabella Menichini (Ministero della Solidarietà Sociale), Walter Nanni (Caritas Italiana), Giuliana Malaguti (Fondazione Banco Alimentare Onlus).