SIR EUROPA: "OPPORSI ALL’INSEGNAMENTO DEL CREAZIONISMO COME DISCIPLINA SCIENTIFICA". L’ASSEMBLEA PARLAMENTARE CDE SI DIVIDE

"Non si tratta di opporre la fede religiosa alla scienza, ma bisogna impedire che la fede s’opponga alla scienza": Anne Brasseur, rappresentante lussemburghese, ha steso la risoluzione approvata ieri dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), che invita i governi dei 47 Stati membri a contrastare "fermamente" l’insegnamento del creazionismo nelle scuole europee. Animato il dibattito in aula, il voto sulla risoluzione ha diviso l’Apce: 48 i voti a favore, 25 i contrari. Numerosi gli interventi che hanno imputato al creazionismo – che negherebbe "l’evoluzione delle specie mediante la selezione naturale" – di non avere basi scientifiche. "Il primo bersaglio del creazionismo contemporaneo – è stato detto in aula a Strasburgo – essenzialmente di matrice cristiana e musulmana, è l’insegnamento. I creazionisti si battono affinché le loro tesi figurino nei programmi scolastici. Ma esso non può essere inteso come una disciplina scientifica". Secondo la relatrice sarebbe elevato il rischio di introdurre nei ragazzi una confusione tra convinzioni, credo e scienza. "La teoria dell’evoluzione non ha nulla a che vedere con la rivelazione divina. Essa si costruisce a partire dai fatti". Nella risoluzione sono indicati "casi" di sostegno al creazionismo in numerosi Paesi, fra cui Germania, Belgio, Francia, Polonia, Italia, Serbia, Spagna, Svezia, Turchia.