"La famiglia ha detto mons. Giuseppe Betori – è il bene del Paese per la quale la Chiesa sente di offrire la sua testimonianza, a partire da quello che ha di più caro e cioè il Vangelo di Gesù Cristo" in quanto rappresenta "lo snodo decisivo che concorre all’umanizzazione della società e alla promozione dell’uomo". Insomma, "l’attenzione alla famiglia intesa come la vita reale della gente" rappresenta "per l’informazione e la comunicazione ecclesiale un riferimento vincolante". "La storia della Chiesa, fin dalle origini, ci dice che non esistono areopaghi ha concluso Betori – in cui il Vangelo non possa essere annunciato, piazze e case in cui non possa essere testimoniato, e diventare così principio di una nuova condivisione, di una nuova società. Il fatto che oggi il Vangelo debba attraversare l’inedito territorio mediatico, non deve impaurirci" ma impone "nuove competenze, più coraggiose presenze, coerenza e creatività" e "una conversione culturale della pastorale, per dare spessore di pensiero alla nostra fede e apertura al confronto e al dialogo con tutte le componenti vive di questo Paese".