"Occorre rimarcare il fatto che la conoscenza di una realtà sempre più complessa, globale e disorientante (anche per l’effetto della moltiplicazione dei messaggi) passa ormai quasi esclusivamente per la mediazione dei mezzi di comunicazione, in una sorta di delega indiscussa. Il che ha accelerato poderosamente l’approccio scettico, individualista, egocentrico che sembra definire ormai il percorso e il destino della nostra collettività". Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, intervenendo, oggi pomeriggio a Padova, all’incontro con gli operatori della comunicazione sociale promosso dalle comunicazioni sociali della Conferenza episcopale triveneta e da "La Difesa del popolo", il settimanale diocesano di Padova, che festeggia il suo centenario. "I media ha proseguito mons. Betori – hanno una forza d’impatto formidabile sull’intelligenza delle persone, perché si sostituiscono alla loro esperienza della realtà, mettendo in discussione ciò che sembrava acquisito e che la vita quotidiana continua a documentare. Sembra quasi che non si possa maneggiare il reale se non attraverso i media". Nel territorio dei media, però, bisogna scegliere se essere presenti "da spettatori o da attori". (segue)