Dietro ai rapporti delle religioni tra loro, e di esse con lo Stato ha proseguito il costituzionalista "c’è la questione dell’identità", legata con i processi di secolarizzazione e con l’"osmosi di comportamenti e di stili di vita" tipica del multiculturalismo inteso come "meticciato delle culture" in cui ci troviamo immersi. Un esempio per tutti, il problema dei simboli religiosi, che in Italia si è posto soprattutto con la questione del Crocifisso nelle aule scolastiche e giudiziarie e del velo islamico. Per quanto riguarda il Crocifisso, ha ricordato Mirabelli, la giurisprudenza del Consiglio di Stato ha stabilito che "il segno del Crocifisso ha un radicamento religioso, ma è anche espressione di valori quelli cristiani – che hanno dato vita ai diritti fondamentali e alla dignità della persona, e come tale la presenza di esso nei luoghi non di culto è una presenza di civiltà che non lede la libertà religiosa". Se per il Crocifisso la "via italiana" è diversa da quella scelta dalla Germania (in particolare in Baviera), per il velo islamico il nostro Paese ha adottato una soluzione diversa da quella francese, che ha escluso dall’ambito scolastico segni e simboli religiosi. "La scelta ha spiegato il relatore è stata quella di tollerare qualsiasi costume anche nell’abbigliamento, purché ci sia la garanzia della visibilità della persona".” ” ” “