La maggioranza dei tedeschi considera la pluralità delle religioni "una fonte di conflitto", e dunque una "minaccia" più che un "arricchimento" per la società. È uno dei dati emersi dal convegno promosso oggi a Roma, presso la Pontificia Università Gregoriana, dall’Accademia Cattolica in Baviera e dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede, sul tema "Globalizzazione e religione: sfide per la politica e per la Chiesa". Illustrando gli effetti della globalizzazione delle religioni sulla società in Germania, Detlef Pollack, docente di sociologia culturale comparata all’Università di Francoforte/Oder, ha citato i dati di un recente sondaggio, dal quale risulta che "solo una minima parte" dei tedeschi (il 27% all’Ovest e circa il 20% all’Est) considera la possibilità di scegliere tra varie tradizioni religiose "un arricchimento"; al contrario, la pluralità religiosa viene intesa "come minaccia e fonte di conflitti" dal 72% dei cittadini della Germania Ovest e dal 68% della Germania Est. "L’aumento della varietà della religione ha spiegato il relatore in Germania non comporta un’offerta in positivo; al contrario, la popolazione la considera una minaccia per la società, e spesso prende le distanze da essa". "Riemergono in primo piano", inoltre, "i principi secolari della separazione tra politica e religione". ” ” ” “