” “Occorre "superare l’atteggiamento di superficialità e di pressappochismo riscontrabile in Italia, per cui l’emigrazione sarebbe una realtà del passato con scarsa possibilità di incidere sulla vita italiana di oggi, quando invece, proprio nell’attuale contesto di globalizzazione, la disponibilità di una rete a dimensione mondiale come quella dell’emigrazione, dischiude all’Italia prospettive tutt’altro che trascurabili". È quanto afferma mons. Piergiorgio Saviola, direttore generale della Fondazione Cei Migrantes, presentando il "Rapporto italiani nel mondo 2007", curato dalla stessa Fondazione. "La mobilità umana ha aggiunto don Domenico Locatelli, direttore dell’Ufficio Migrantes per la pastorale degli italiani nel mondo è intrisa delle fatiche di tanti uomini e donne, che hanno avuto la forza di partire, lasciare e provare ad inserirsi in un contesto nuovo e spesso antistraniero, e ora sono interessati a mantenere i collegamenti con il loro Paese di origine. Per la nostra sensibilità cristiana, ci piace sottolineare il peso della famiglia come nucleo operativo che sa filtrare, sostenere, difendere e concretizzare quel processo complesso e faticoso che è l’integrazione". (segue)” “