"Verso una depenalizzazione della diffamazione": inizia da questo dibattito la giornata di lavori dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (Apce), riunita questa settimana a Strasburgo. I deputati provenienti dai 47 Stati membri dell’organizzazione in mattinata discuteranno inoltre sulla "nozione di guerra preventiva". In aula è poi atteso Vuk Jeremi, ministro degli esteri serbo, presidente di turno del Comitato dei ministri, per delineare i prossimi impegni del CdE. Nel pomeriggio si svolgeranno due dibattiti (con relativi progetti di risoluzione) su temi definiti da diversi deputati "scottanti" e "delicati". All’ordine del giorno dell’Apce sono infatti iscritti i temi "Prostituzione, quale posizione prendere?" e "I pericoli del creazionismo nell’educazione". Nel suo intervento di ieri in emiciclo, il neo presidente turco Abdullah Gul ha affermato: "È nostro dovere assicurare la stabilità in Europa mettendo fine, in modo pacifico, ai conflitti regionali ancora irrisolti, combattendo la discriminazione e il terrorismo e promuovendo il dialogo interculturale". Gul ha inoltre definito il suo paese "uno Stato pluralista, inclusivo e tollerante" e si è detto "sicuro che il livello di maturità raggiunto dalla democrazia turca ci permetterà di far fronte in maniera efficace alle questioni irrisolte legate ai diritti umani".