"Inizialmente spiega ancora Mirabelli con riferimento a presunte disparità di trattamento verso i valdesi – alcune Chiese non hanno chiesto di essere inserite nel sistema; in seguito alcune hanno chiesto di intervenire ma solamente per le quote espresse, mentre altre ancora hanno chiesto di partecipare anche alle quote non espresse. Le posizioni assunte sono dunque diversificate e non si può generalizzare; va tuttavia ribadito con chiarezza che non è lo Stato che include o esclude; se le Chiese intendono partecipare a questo meccanismo lo possono fare attraverso un’intesa con lo Stato, e può trattarsi di partecipazione piena, come quella della Chiesa cattolica e di altre confessioni, o parziale, ma sempre e comunque sulla base della volontà delle stesse Chiese. Non si può dunque parlare di disparità di trattamento da parte dello Stato". Quanto alle destinazioni dei fondi erogati alla Chiesa cattolica, precisa il giurista, "pur salvaguardando l’autonomia della Chiesa, esse vengono stabilite in modo bilaterale per grandi aree. Su di esse, poi, ogni anno la Cei riferisce specificando qual è stata l’utilizzazione delle somme ricevute per le diverse aree previste nell’accordo con lo Stato".