Tra l’olio offerto ad Assisi il 3 e 4 ottobre dalla Puglia per la lampada votiva di San Francesco c’è anche “l’olio proveniente dai terreni pugliesi liberati dalla mafia. E sarà portato alla tomba di Francesco da un ex detenuto e da un familiare di vittima di mafia". Lo annuncia con un comunicato l’associazione "Libera". L’olio, che proviene da un uliveto confiscato a Torchiarolo (BR) rappresenta "contemporaneamente il frutto dell’impegno sia delle forze dell’ordine e della magistratura" che "della società civile che, stimolata e coordinata da Libera", si propone "perché sui possedimenti che un tempo erano il segno del potere di qualcuno fioriscano opportunità di lavoro per i giovani e le fasce più deboli". La presenza di un familiare di vittima di mafia accanto ad un ex detenuto significa "che la società civile è chiamata a mettersi in gioco per favorire condizioni culturali e sociali in cui le vittime possano trovare effettivamente giustizia nella verità e gli autori dei reati possano intraprendere percorsi di riabilitazione personale e reinserimento sociale". Dopo il 4 ottobre si tornerà in Puglia dove "sarà promosso anche il Cammino di Frate Lupo, un pellegrinaggio che toccherà tutte le città pugliesi dove è ubicato un carcere per dare concretezza al gesto compiuto ad Assisi".