"Tutti gli anni informano dal Servizio Cei dell’otto per mille il quotidiano Avvenire pubblica il resoconto dell’otto per mille, con dossier di approfondimento, e lo stesso fanno tutti gli oltre 160 settimanali diocesani (circa 1 milione di copie), grazie alle tabelle diffuse dal SIR e ai dati pubblicati sul nostro sito. La Cei compra, inoltre, ogni anno una pagina sui tre più grandi quotidiani nazionali, per le stesse finalità: Repubblica, Corriere e Sole 24 Ore". Riguardo al meccanismo del "voto fiscale" previsto dall’otto per mille e ad una presunta contrapposizione con la contribuzione "assolutamente volontaria" in altri Paesi europei, Mascarino replica citando il caso della Germania, dove al contrario esiste "una tassa obbligatoria" a favore della Chiesa, indipendentemente dal reddito. In merito, inoltre, ad una ipotetica "preferenza" degli italiani per il cinque per mille, Mascarino precisa che, semmai, "è stato proprio l’otto per mille a fare da traino al cinque per mille": entrambi, poi, hanno riscontrato il favore del 61% dei dichiaranti, se si aggiungono al calcolo del cinque per mille (come si fa per l’otto per mille) "anche i 15 milioni di pensionati non dichiaranti", scorporati da esso.