Un grido d’allarme e un appello sono stati lanciati oggi dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) della Toscana: "Dopo oltre settant’anni di trasmissione, insieme con i notiziari in ventisei lingue diffusi da RAI International, sono cessate le trasmissioni in onde corte per gli italiani nel mondo". Questa la notizia che secondo Mauro Banchini, presidente dell’Ucsi Toscana è passata "in un silenzio assordante". Tra le considerazioni dell’Ucsi, c’è il fatto che "mentre le nazioni più avanzate riscoprono il valore informativo delle trasmissioni internazionali anche attraverso la tecnologia digitale", da noi si è deciso il contrario. Ricordato come l’Italia sia sempre stata "all’avanguardia fino dai tempi di Guglielmo Marconi in uno dei settori più cruciali per le comunicazioni verso le comunità straniere e verso gli italiani all’estero", l’Ucsi sottolinea che "con l’improvvisa sospensione delle trasmissioni viene meno una possibilità di comunicare con le aree più lontane del Sud del Mondo". Nel testo si dice che internet e il satellite possono essere validi per "le realtà avanzate" ma "non lo sono per molte comunità nel sud del mondo". Viene perciò lanciato un appello al presidente Prodi "affinché venga ristabilito un servizio radiofonico in onde corte che sia accessibile almeno verso i Paesi in via di sviluppo".