CULTURA: BOLOGNA, "RINASCE" L’ISTITUTO DE GASPERI PER "OFFRIRE UN CONTRIBUTO CULTURALE ALLA CITTÀ"

"Oggi che non c’è più un partito unico dei cattolici, ed essi sono equamente distribuiti tra destra e sinistra, è errato credere che non ci sia più bisogno dell’apporto dei laici credenti. Al contrario, serve un surplus d’impegno, e proprio per questo vogliamo servire la cristianità, perché diventi nuovamente soggetto della democrazia italiana, e non venga invece strumentalizzata da una parte politica o dall’altra". Così il presidente dell’Istituto regionale di studi sociali e politici "Alcide De Gasperi" di Bologna, Domenico Cella, spiega al Sir le ragioni che hanno portato a ripensare e rilanciare l’organismo, presentato stamattina nel capoluogo emiliano. Nato negli anni settanta, l’Istituto "rinasce" ora con un nuovo Statuto, nuovi soci e nuovi rappresentanti. Tre i pilastri sui quali poggia: ricerca, incontri su tematiche di attualità, corsi di formazione. Sul primo fronte, sono già partiti due studi, di cui uno sugli statuti medievali del comune di Bologna, al fine di "conoscere il passato per proiettarci verso il futuro", e un’altro sul ricorso ai contratti atipici di lavoro in Emilia Romagna. "Bologna ha bisogno di grandi agenzie educative – conclude Cella – e noi vogliamo, da laici credenti, offrire un contributo culturale alla città sul versante politico-sociale".