Una rete internazionale di organizzazioni di solidarietà di Africa, America latina, Asia ed Europa per scambiare storie ed esperienze; la creazione di una Fondazione Ki-Zerbo (il grande storico africano morto un anno fa), per continuare l’approfondimento sulla storia dell’Africa; l’impegno a costruire una nuova cooperazione che accompagni la società civile africana; il lancio di un evento in oltre 20 piazze per incontrare e riconoscere l’Africa: sono alcune delle decisioni prese durante il convegno internazionale che si è concluso ieri ad Ancona, organizzato da Cipsi e Chiama l’Africa. Erano presenti decine di personalità da Paesi africani. "L’Africa non domanda aiuti, ma riconoscimento e dignità – ha dichiarato Guido Barbera, presidente del Cipsi -. Per questo la cooperazione deve fare un’inversione di rotta". "Abbiamo avuto modo di ascoltare l’Africa ha detto Eugenio Melandri, coordinatore di "Chiama l’Africa -. E ancora una volta abbiamo capito che occorre abbandonare i luoghi comuni e creare nuove relazioni. E’ dall’Africa che può partire un nuovo movimento capace di ridare un’anima a questo mondo che ormai ha venduto se stesso solamente al profitto e al mercato". Il sindacalista della Repubblica democratica del Congo Pierre Kabeza ha fatto un appello perché si intervenga urgentemente per fermare la violenza sulle donne, da parte dei gruppi armati presenti nella Provincia del Kivu. ” ” ” ” ” “