Il presidente dell’Azione cattolica ha poi parlato di un impegno dell’associazione che realizzi "profondità della sintesi, larghezza della partecipazione civile, altezza della santità". "La capacità di sintesi dell’Ac ha spiegato Alici ci consente di cogliere aspetti della vita della Chiesa attorno ai quali costruire dei percorsi d’impegno". Una sintesi "che si fa con successo arte della comunione e che distingue senza separare", come dimostrano le recenti adesioni al "Manifesto al Paese" da parte di esponenti di diversi ambiti del mondo cattolico. Parallelamente, ha aggiunto, "la larghezza dell’appartenenza" porta l’associazione "ad essere nella vita civile un fattore in grado di promuovere il ‘sociale umano’ in tutte le sue manifestazioni". In particolare, ha evidenziato come, "nell’epoca in cui tutto sembra ridurre il problema della politica al bipolarismo tra centro-destra e centro-sinistra", ci siano "altri ‘bipolarismi’ che vogliamo e dobbiamo sottolineare: quello tra Nord e Sud, tra paese virtuale e paese reale, tra cittadini e classe dirigente". Infine, ha concluso, "l’Ac non può permettersi di essere un’associazione ‘complicata’, ma deve rendere trasparente la sua vita e riscoprire al suo interno quei tanti esempi di santità attorno ai quali può e deve crescere la voglia di essere testimoni santi".