Sarà rievocata domani a Milano, l’epopea della "Freccia Rossa", avventura che, nella lontana estate del 1949, vide venticinque "rovers-scout", tutti tra i 18 e i 21 anni, del Clan "La Rocchetta", partire dal capoluogo lombardo alla volta di Oslo, in Norvegia, in sella alla Moto Guzzi 65. Promotore della spedizione fu don Carlo Gnocchi, il cappellano degli alpini in Russia e, dopo la guerra, fautore della Fondazione "Pro Juventute" per la cura dei giovani invalidi. Agli scout centauri, guidati da un altro prete entrato nel mito, don Andrea Ghetti, soprannominato "Baden", don Gnocchi affidò questo messaggio ai popoli d’Europa devastata dal conflitto: "Noi ci vogliamo bene: anche se i nostri padri si sono odiati. Vogliamo che tutti si amino e in nome del nostro dolore chiediamo pace fra gli uomini". Per ricordare quell’impresa, domani pomeriggio, la Fondazione Don Gnocchi e gli Scout milanesi, si ritroveranno al Centro "Santa Maria Nascente" di Milano, dove saranno presenti anche alcuni dei protagonisti di quella cavalcata attraverso il continente. Nel corso della cerimonia, la Fondazione "Monsignor Andrea Ghetti" donerà al nascente museo dedicato a don Carlo Gnocchi, uno dei Guzzini 65 che partecipò allo storico raid.