AZIONE CATTOLICA: MONTICONE (ISTITUTO PAOLO VI), LA SFIDA DI FORMARE "CRISTIANI E CITTADINI DI QUALITÀ"

La scelta religiosa che l’Azione cattolica fece negli anni del Concilio Vaticano II oggi "va interpretata andando alle radici del suo significato, intendendola come primato dello spirito, primato della formazione del laico cristiano dentro alla Chiesa, ma anche come cittadino nella società". Ad affermarlo, in un intervista al Sir on line oggi su old.agensir.it, alla vigilia dell’apertura delle celebrazioni per i 140 anni dell’Ac, Alberto Monticone, presidente del consiglio scientifico dell’Istituto Paolo VI, che dal 1981 al 1986 fu anche presidente dell’associazione. "L’evoluzione della scelta religiosa – precisa Monticone – va interpretata tenendo conto di due storie, parallele ma diverse tra di loro: quella della Chiesa italiana, con i suoi piani pastorali, e quella della politica nazionale. Dopo il Concilio l’Ac fece la scelta religiosa, cioè decise di occuparsi della formazione delle coscienze dei laici cristiani, senza collateralismi partitici, e allo stesso tempo di formare i singoli all’esercizio della laicità come cittadini, in un contesto dove per i cattolici c’era un partito di riferimento unitario. Oggi, invece, abbiamo una varietà di posizioni dei cattolici dentro la politica italiana e un assetto bipolare". (segue)