Anche le famiglie "normali", magari con un lavoro e un reddito fisso, sono a rischio povertà. Lo rivela il sesto Rapporto sulle povertà nella diocesi di Milano, presentato oggi da Caritas Ambrosiana. "Le nuove forme di povertà ha spiegato il direttore, don Roberto Davanzo sono identificabili con quattro parole-chiave: normalità, educazione, solitudine e minori stranieri. Nel rapporto, definiamo le persone a rischio povertà, "gli equilibristi"; basta, infatti, un semplice eventi imprevisto, per scompaginare la vita di intere famiglie. Per questo, oggi, sempre più spesso, povertà fa rima con normalità e va affrontata anche con un lavoro educativo per aiutare le famiglie a vivere secondo stili di vita più sobri e attenti". Don Davanzo ha quindi lanciato un appello alle comunità cristiane affinché realizzino quelle reti di "solidarietà di pianerottolo", tra famiglie e vicini di casa, per "vincere la povertà data dalla solitudine e dal disagio che nasce dall’assenza di una rete che ti tiene a galla". Infine, Caritas Ambrosiana sottolinea la necessità di una maggiore attenzione ai minori stranieri, soprattutto in occasione dei ricongiungimenti familiari. "Tante famiglie ha concluso Davanzo si rivolgono ai nostri Centri d’ascolto perché l’arrivo di un figlio ha rotto i fragili equilibri economici".