"Occorre un cambio di mentalità, maggiore disponibilità all’ascolto delle ragioni degli altri" ed "investire in una educazione al dialogo che produca rinnovati fermenti negli stili di vita: sobrietà, carità, accoglienza, mitezza". Lo ha detto stamani, rileggendo la Nota conclusiva del convegno ecclesiale di Verona in chiave migratoria, don Michele Morando, direttore Migrantes della diocesi scaligera, intervenuto al convegno dei direttori diocesani che si occupano di pastorale migratoria (fino a domani a Montesilvano) su "La persona: una storia sacra". Per il sacerdote, i racconti degli immigrati sono "una Memoria Passionis (Metz) che ci deve muovere alla compassione e alla conversione. Partendo dal riconoscimento primario ha concluso del dolore altrui dobbiamo arrivare all’assunzione di stile di vita rinnovati, in vista di una identità cristiana aperta, disponibile a confrontarsi con il mosaico delle fedi e delle culture".