Valutazione positiva della repressione contro "forme di sfruttamento a scopo di lucro", ma anche sottolineatura della necessità di "cercare nuove strade per soddisfare i bisogni fondamentali della persona, come quello della casa". Carlo Melegari, direttore del Cestim (Centro studi immigrazione), commenta così la notizia della confisca di 15 appartamenti affittati in gran parte a stranieri irregolari a Verona. La procura della Repubblica veronese ha comminato multe tra i 1000 e i 15 mila euro a 38 persone indagate per "sfruttamento dell’immigrazione clandestina". "Valutiamo bene le azioni repressive nei confronti della speculazione sul mercato delle case afferma Melegari – dove si praticano affitti altissimi verso gli immigrati". Nel caso particolare di Verona si ravvisano gli elementi di "sfruttamento delle persone, perché qui si è dato alloggio a scopo di lucro e non con finalità umanitarie". Melegari evidenzia come esistano situazioni di "disagio abitativo estremo che vengono affrontate da enti di volontariato; in questo caso il fine umanitario è ben presente perché viene incontro ad uno dei diritti fondamentali delle persone: il vivere in una casa". Perciò, sostiene l’esperto in immigrazione, occorre fare una distinzione: "Ospitare un clandestino non costituisce reato, lo è invece quando ciò avviene in un quadro di sfruttamento".