DIOCESI: BOLZANO, MEDICI PER NON CHIUDERE UN OSPEDALE IN CIAD

"Chiudere questo ospedale sarebbe un atto criminale, perché vorrebbe dire lasciare a se stessi più di un milione di persone, privati di ogni soccorso sanitario". A esprimere una forte preoccupazione è don Roberto Anhof, direttore del’Ufficio missionario della diocesi di Bolzano-Bressanone. L’occasione è stata, nei giorni scorsi, l’ incontro con il vescovo della diocesi di Doba (sud del Ciad), mons. Michele Russo, che ha descritto l’assoluta urgenza di medici per l’ospedale dio Bébédija, l’unico ospedale che funziona in una zona con più di un milione di abitanti. "Trent’anni di guerra civile, terminata tre anni fa, ha segnato profondamente questo Paese", ha detto mons. Russo, secondo il quale "Era ed è tuttora urgente dare speranza e vita a questo popolo scoraggiato". Per permettere all’ospedale di Bébédija di funzionare – informa la diocesi altoatesina – occorrerebbero quattro medici a tempo pieno. Per motivi di trasferimento di medici e di suore infermiere il vescovo di Doba cerca anche nella diocesi di Bolzano-Bressanone medici che sappiano parlare il francese per mettere disposizione le loro capacità in un ospedale privato, cattolico, con un centinaio di posti letto, che serve una zona di circa 27 mila metri quadrati. Per ulteriori informazioni: Ufficio missionario, tel. 0471/306213.