"Una verifica di quanti tra i musulmani bolognesi aderiscono al centro islamico che ha chiesto la moschea". È la proposta di don Davide Righi, docente di islamismo all’Istituto superiore di scienze religiose di Bologna, all’indomani della decisione dell’amministrazione del capoluogo emiliano di revocare la delibera con la quale veniva concessa un’area di 52mila metri quadri, permutandola con un altro terreno di proprietà dell’Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), al cui interno realizzare una moschea. "Con la delibera varata nei mesi scorsi il Comune aveva imboccato una strada senza tener presente la cittadinanza, e neppure i musulmani bolognesi", osserva don Righi, che precisa come la trattativa fosse stata portata avanti "con un’associazione espressione dell’Ucoii". "Ma aggiunge vi è un problema circa l’integrazione di questo centro islamico non solo rispetto alla città, ma agli stessi musulmani". Il centro, infatti, "si dichiara portavoce dei musulmani, ma in realtà rappresenta solo quella corrente dell’islam che trova espressione nella stessa Ucoii". Dunque "non tutti i musulmani si vedono riconosciuti in questo centro, e quindi non tutti domani frequenterano le sue strutture". (segue)