"Si vogliono mostrare i muscoli per accontentare una piazza forcaiola che ha perso ogni riferimento storico cristiano, che dimentica e vuole distruggere in poco tempo il bagaglio di testimonianze e di grandi valori di cui il nostro popolo è portatore". Così Bruno Mitrugno, responsabile della Caritas della diocesi di Brindisi-Ostuni, commenta con un articolo sul periodico diocesano "Fermento", in distribuzione nei prossimi giorni, i "provvedimenti qualunquistici" che si stanno prendendo in alcune città "in nome della tolleranza zero". Secondo Mitrugno, "in nome della sicurezza, non si vogliono affrontare i problemi reali della diversità e della marginalità delle fasce più deboli che si fanno sempre più pressanti". "Non ci si può un giorno commuovere per dei poveri bambini che muoiono di stenti o bruciati in misere roulotte e il giorno dopo chiedere che questa gente se ne torni nel loro paese", oppure "allontanare le prostitute dai nostri viali", affinché "i nostri figli non vedono più quel mercimonio di carne umana, senza affrontare il problema di base che è quello dei clienti". "E gli immigrati? Quelli onesti sì, mentre gli altri no! E come avviene questa distinzione?", si chiede. "Non avviene sicuramente nei centri di permanenza". (segue)