"Un rischio concreto". Così Riccardo Redaelli, direttore del programma “Medio Oriente” del Landau network – Centro Volta di Como parla della possibilità di un conflitto contro l’Iran intorno al quale dopo le dichiarazioni del ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, si è alzata di nuovo la tensione. "Bisogna vedere cosa si intende per conflitto spiega l’esperto in un’intervista al SIR. Se lo intendiamo come quello iracheno, con una invasione di terra, le possibilità sono pochissime. Se si pensa ad un attacco aereo e missilistico, di lunga durata e di grande portata, allora è una possibilità. Si può arrivare fino a 10 mila obiettivi sensibili iraniani che sono stati valutati e quindi un attacco missilistico massiccio". La risposta iraniana sarebbe affidata al "lancio di missili a medio e corto raggio contro i paesi del Golfo arabo, Emirati arabi uniti, Kuwait e Arabia Saudita, quali alleati Usa" con un conseguente "allargamento del conflitto" e un "peggioramento delle condizioni di sicurezza in Afghanistan, Iraq e Libano". Davanti all’ipotesi di un conflitto il "fronte internazionale non è compatto. Se l’attacco dovesse avvenire questo sarebbe su un’onda emotiva particolare o su un’azione unilaterale, penso statunitense o israeliana. Ma è presto per dirlo".