"La Trasfigurazione ha affermato Bartolomeo I, Patriarca di Costantinopoli nel messaggio indirizzato alla comunità monastica di Bose per l’inizio del XV Convegno ecumenico internazionale "Il Cristo trasfigurato nella tradizione spirituale ortodossa" (dal 16 al 19 settembre) occupa una posizione centrale nella vita della nostra Chiesa e la sua esplorazione spirituale può essere decisiva per la comprensione della verità della nostra fede". Due, secondo Bartolomeo I, i pericoli nei quali si può incorrere: "Il desiderio di penetrare nelle profondità del mistero della Trasfigurazione come se questo fosse oggetto di comprensione scientifica e di conoscenza intellettuale" e " Considerare la manifestazione del fulgore della divinità sul monte Tabor come una sorte riservata esclusivamente agli eletti". Sebbene, infatti: "Se vogliamo camminare sulle tracce dei tre discepoli del Tabor dobbiamo seguire anche le tracce dei piedi del Maestro che avanza sul Golgota", tuttavia "tutti, senza eccezione, indipendentemente da età, sesso, grado sociale, patrimonio ereditario e provenienza, siamo stati chiamati alla stessa perfezione alla quale il Signore ha chiamato i tre apostoli".