Nella "Nota di commento" acclusa alle due risposte ufficiali fornite dalla Congregazione per la dottrina della fede alla Conferenza Episcopale Statunitense, circa "l’alimentazione e l’idratazione artificiali", si spiegano i motivi di fondo che hanno indotto l’organismo vaticano ad affermare l’obbligatorietà di tali somministrazioni. "I pazienti in stato vegetativo spiega la Nota – respirano spontaneamente, digeriscono naturalmente gli alimenti, svolgono altre funzioni metaboliche, e si trovano in una situazione stabile. Non riescono, però, ad alimentarsi da soli. Se non vengono loro somministrati artificialmente il cibo e i liquidi muoiono, e la causa della loro morte non è una malattia o lo stato vegetativo, ma unicamente l’inanizione e la disidratazione". Proseguendo nella spiegazione, la Nota afferma: "D’altra parte la somministrazione artificiale di acqua e cibo generalmente non impone un onere pesante né al paziente né ai parenti. Non comporta costi eccessivi, è alla portata di qualsiasi sistema sanitario di tipo medio, non richiede di per sé il ricovero, ed è proporzionata a raggiungere il suo scopo: impedire che il paziente muoia a causa dell’inanizione e della disidratazione. Non è né intende essere una terapia risolutiva, ma una cura ordinaria per la conservazione della vita". (segue)