La Chiesa di Lamezia Terme "non può rimanere sorda al grido del personale operante in alcuni servizi socio-sanitari territoriali a rischio di precarizzazione del lavoro che può giungere fino al pericolo di licenziamento. Non possiamo non preoccuparcene". E’ quanto si legge in una nota della Caritas diocesana diffusa ieri. Tra le opere della solidarietà istituzionale ha "valore" afferma la Caritas – il comparto dello stato sociale, o welfare state, che "nella nostra diocesi, come in Calabria, non ha preso compiutamente forma, giungendo ora ad essere minato ulteriormente nelle sue esigue potenzialità". L’organismo caritativo della Chiesa lametina sottolinea che ricerche e statistiche recenti fanno emergere che sta "un po’ ovunque aumentando il bisogno di servizi alla persona e alla collettività, servizi che le pubbliche amministrazioni, nelle rispettive competenze di autorizzazione, di controllo della gestione e di finanziamento, hanno il dovere di garantire adeguatamente": da qui l’auspicio che si possano intraprendere "inedite forme di collaborazione da parte di più soggetti pubblici e privati, al fine di apportare maggior qualità ai servizi socio-sanitari esistenti e alla vita civile".