RELIGIONE E POLITICA: GATTI (UNIVERSITÀ PERUGIA), "RAGIONE LAICA" E "VOCE DELLA FEDE" (2)

"Sottolineando lo statuto epistemico, ossia conoscitivo, proprio dell’esperienza di fede – prosegue il docente -, Habermas esprime assoluto rispetto per la specificità del fenomeno religioso" e "ne sottolinea il ruolo pubblico. Al suo interno, infatti, sono stati veicolati valori, norme, diritti che sono oggi patrimonio anche dalla cultura liberale. Un bagaglio di contenuti e regole che questa cultura ha fatto proprio, pur non essendo sempre consapevole che si trattava di valori sedimentati all’interno di quella tradizione cristiana dell’Occidente che ha modellato l’Europa, e questo Habermas lo riconosce in maniera esplicita". "Una tesi già esposta nel 2004 – precisa Gatti -, in un confronto sui fondamenti prepolitici dello Stato liberale con l’allora cardinale Josef Ratzinger". "È importante ribadire – conclude il docente – che mentre da un canto è possibile un’intesa con la ragione nella ricerca di un consenso su alcuni valori comuni, dall’altro il fenomeno religioso non può esaurirsi in questo aspetto, pena il rischio di ridurre il vissuto e i contenuti della fede ad una sorta di religione civile o di etica pubblica".” ” ” “