"Oggi ci troviamo di fronte ad una situazione paradossale. Sono, infatti, efficaci in Italia in modo automatico le sentenze di Paesi sconosciuti anche privi di specifico collegamento con l’Italia ed ispirati a principi del tutto diversi dai nostri (si pensi, proprio in materia matrimoniale, al diritto islamico)", mentre "le sentenze ecclesiastiche, benché appartenenti ad un ordinamento ben noto e dal quale il nostro diritto ha spesso mutuato principi fondamentali (ad es. in alcuni profili della riforma del diritto di famiglia nel 1975), continuano ad essere soggette al procedimento di delibazione della Corte d’Appello, con controlli più penetranti di quelli solo formali previsti nel 1929". A parlare di "vera e propria disparità di trattamento tra cittadini italiani e cittadini stranieri" è Ombretta Fumagalli Carulli, dell’Università Cattolica di Milano, intervenuta oggi al XXXIX Congresso nazionale di diritto canonico promosso a Lodi (fino al 13 settembre) dall’Associazione canonistica italiana su "Matrimonio canonico e ordinamento civile". (segue)