Il presidente del Pontificio Consiglio dei Migranti ha sottolineato che nei santuari, come nei pellegrinaggi, un’attenzione "speciale" viene rivolta ai poveri e "ai piccoli", ai malati e agli handicappati. In effetti, "a un mondo che relega ai margini della società la malattia e la debolezza, per esaltare la bellezza e la perfezione fisica ha detto – voi Direttori dei Pellegrinaggi e Rettori dei Santuari offrite la serena testimonianza che il primo posto nella Chiesa è per i dimenticati e gli emarginati". Il card. Martino si è fatto anche "portavoce" dell’appello che "ci giunge da tanti fratelli non europei che vivono in Paesi dove non possono svolgere come vorrebbero il loro servizio pastorale o si trovano in situazione di estrema difficoltà a causa dell’intolleranza religiosa. Essi ci chiedono implicitamente di far loro visita per sostenere le loro comunità di fede e vorrebbero vedere con maggiore frequenza nostri pellegrinaggi ai loro luoghi di culto". "Non restiamo indifferenti alla loro situazione ma, come espressione della nostra solidarietà e comunione, cerchiamo di incrementare i nostri pellegrinaggi, per ridurre le distanze fra membri della famiglia di Cristo e portare un contributo alla causa della pace".