"Proibire la prostituzione rendendola illegale" e, in subordine, "ricorrere alla punizione del cliente". Questi i cardini del "pacchetto sicurezza" in materia di prostituzione proposto dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII. Guidata da don Oreste Benzi e membro dell’Osservatorio nazionale sulla prostituzione, l’Associazione è impegnata dal 1990 per la liberazione delle vittime di questo tipo di schiavitù. Attualmente sono 319 le ragazze inserite nel suo percorso di protezione sociale: tra esse 205 nigeriane, 57 rumene, 12 cinesi. "Nessuna donna nasce prostituta, c’è sempre qualcuno che la fa diventare" ed è doveroso "schierarsi contro coloro che direttamente o indirettamente la inducono a prostituirsi, e difendere e liberare le donne che ne sono vittime" si legge in una nota diffusa oggi dall’Associazione a firma del presidente. Richiamando la Convenzione Onu del 1951, sottoscritta dall’Italia e resa esecutiva con la legge 1173/1966, che dichiara che deve essere punito chiunque sfrutti la prostituzione, l’Associazione chiede che "il cliente venga dichiarato sfruttatore". (segue)