Oggi Musundi vive in Francia e lavora nel commercio equo e solidale. “Un modo – ha spiegato – per ringraziare il Signore di ciò che mi ha concesso, permettendo ad altre persone di avere una vita dignitosa”. Mentre, in Rwanda, la purificazione della memoria sta percorrendo le strade del perdono e della convivenza. “I responsabili della morte di mio padre – ha precisato – erano in prigione. Mia mamma ne ha chiesto la liberazione, e ora lavorano nella sua fattoria”. Il giovane è infatti convinto che “la speranza di un futuro migliore, dove non ci sarà la guerra” passi dal riconoscimento “degli errori e delle tragedie”, ma soprattutto attraverso il perdono.” “”Ancora adesso ho difficoltà a perdonare, ma me lo impongo, e sono sicuro – ha concluso – che Dio mi aiuta a farlo”.” “