MAFIA A PALERMO: INTIMIDAZIONE NELL’ANNIVERSARIO DI DON PUGLISI, "L’OPERA DELLA CHIESA SI RIVELA PUNGENTE"

Una nuova, terza intimidazione in pochi mesi ai danni del centro “Padre nostro” di Brancaccio (Palermo), fondato da don Pino Puglisi, diventa occasione per lanciare "un appello ai siciliani, soprattutto a quelli che scelgono il ‘non comodo’, che rifiutano il silenzio, il girarsi dall’altra parte, il dire ‘non ci posso fare nulla’, ma che sono responsabili della terra in cui vivono tanto quanto coloro che la storia ci consegna come eroi". A lanciarlo è mons. Nino Raspanti, preside della Facoltà teologica di Sicilia che commenta la notizia secondo la quale ignoti hanno segato alcuni alberi nel giardino del Centro, nel quartiere Falsomiele. "A rendere ancor più grave e di cattivo gusto questo vile atto – aggiunge il teologo – è l’approssimarsi del quattordicesimo anniversario dell’uccisione di don Puglisi, cadito per mano mafiosa il 15 settembre 1993. Una coincidenza che ha il sapore di avvertimento, di intimidazione. D’altro canto la così tanta insistenza nel prendere di mira la struttura – secondo don Raspanti – testimonia il buon lavoro che questa compie sul territorio: se non desse fastidio, la mafia non se ne curerebbe. Ecco invece che, ancora una volta, l’opera della Chiesa si rivela pungente, mostrando che il problema mafia rimane attuale". Lo scorso giugno erano stati danneggiati due furgoni e un’auto utilizzati dai volontari della struttura.