Secondo il presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace la pena capitale costituisce "una palese offesa dell’inviolabilità della vita umana, elimina ogni possibilità di recupero sociale degli autori di delitti e, per quanti credono nel Dio della vita e della misericordia, rappresenta un disprezzo dell’insegnamento evangelico del perdono". Nel suo intervento il card. Martino ha poi auspicato il rinnovamento del sistema carcerario con "l’adozione più estesa di pene alternative alla reclusione, per una più efficace prevenzione dei delitti" e per il "reinserimento sociale dei carcerati una volta scontata la pena". Il cardinale ha inoltre raccomandato una "maggiore attenzione" e "appoggio" alle vittime dei reati, la necessità di "una coraggiosa denuncia profetica di ogni tipo di tortura nelle carceri di tutto il mondo" e il sostegno alle famiglie dei detenuti, evitando qualsiasi forma di marginalizzazione.