"Questo è un momento di grazia nel rapporto tra Chiesa e mondo giovanile. La condizione dei giovani è drammatica: non ricevono più da noi adulti quello cui hanno diritto, cioè l’introduzione dentro alla realtà, un’interpretazione ‘sensata’ della realtà, sulla quale valga la pena di scommettere. Così vedono il futuro più con paura che con speranza. Questo non era mai successo in passato". Lo ha detto il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, in una intervista che sarà pubblicata sul numero in uscita del mensile "Jesus". Secondo il porporato questo fatto "spiega tanti fenomeni: si allunga la permanenza in famiglia, il matrimonio viene sempre rimandato, prima si fa ‘la prova’, ecc. In una tale condizione, però, io noto che è rimasto in molti di loro ancora qualcosa in cui hanno fiducia: la Chiesa. È un’aspettativa forte, non dobbiamo deluderli…La priorità pastorale oggi è l’iniziazione cristiana, l’impegno educativo delle nuove generazioni". Secondo il card. Caffarra "è finito il tempo in cui si poteva essere cristiani senza aver mai deciso di diventarlo. Questa è una grande sfida per la Chiesa". (segue)