In Libano ha detto ancora il card. Sfeir – i cappellani in carcere sono molto attivi "assicurando" servizi religiosi, spirituali, sociali, umanitari, medici e giuridici ai detenuti. Inoltre sono impegnati in conferenze nelle scuole cattoliche del Paese per "prevenire i crimini". Ogni anno promuovono una settimana sociale per i prigionieri. In Giordania ha informato il card. Sfeir sembra che nelle prigioni ci sia una forte presenza di evangelici che offrono ai detenuti diversi servizi oltre a quelli religiosi mentre in Siria, ad Alepo, esiste il "Club" cattolico che lavora nelle carceri dal 1979. A Damasco, invece, dal 1980 operano le Suore del Buon Pastore. "Il servizio generale dei cappellani nelle prigioni del Libano ha aggiunto il patriarca è quasi sempre in contatto con le altre carceri della regione e periodicamente i cappellani visitano i "colleghi" musulmani che lavorano nelle carceri siriane e giordane. ” “Prima di iniziare i lavori di gruppo mons. Giorgio Caniato, Ispettore dei cappellani carcerari italiani ha letto i messaggi pervenuti al congresso da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, delle Camere Fausto Bertinotti e Franco Marini e del presidente del Consiglio Romano Prodi. Con loro anche un messaggio dei detenuti del carcere milanese di San Vittore che hanno voluto "salutare" e ringraziare i cappellani.” “