"Ogni detenuto lascia vedere un lato, per così dire della faccia di Cristo. Questa faccia indolorita, coperta di ferite e sangue, e anzi tutto privata di libertà. Il detenuto è privato di libertà, ferito nella sua dignità e nel suo onore". A parlare è il card. Nasrallah Sfeir, Patriarca maronita di Antiochia e di tutto l’Oriente, intervenuto questo pomeriggio al XII° Congresso Internazionale della Commissione Internazionale per la Pastorale Cattolica nelle prigioni (Iccppc) in corso a Roma (fino al 12 settembre) sul tema "Scopri in ogni detenuto il volto di Cristo". Il patriarca ha poi spiegato che per Cristo misericordioso "non c’è peccato che non sia perdonabile eccetto quello contro lo Spirito". Citando, quindi Pascal, ha affermato che "Cristo sarà in agonia fino alla fine dei tempi e lo sarà in tutti quelli che soffrono di ingiustizia, di miseria, di intolleranza, di fame e umiliazione. I detenuti, soprattutto ingiustamente, ci ricordano questa verità amara e dura". Il Patriarca, parlando poi del Libano, ha detto che in questo Paese esistono 21 prigioni con 5763 prigionieri, secondo i dati aggiornati al 26 agosto scorso. In questi ultimi mesi si sono aggiunti anche un centinaio di combattenti di "Fateh al islam" provenienti da vari paesi arabi". (segue)