"Sarebbe bello concludere l’assemblea con un gesto, un’iniziativa comune, come un pellegrinaggio ecumenico in Terra Santa, piantare alberi in un bosco, una giornata di silenzio": è la proposta e l’auspicio di mons. Aldo Giordano, segretario generale del Ccce (Consiglio Conferenze episcopali europee), intervistato a margine della III Assemblea ecumenica europea in corso a Sibiu. "L’Assemblea è uno spazio per incontrarsi e per riflettere dice al Sir mons. Giordano . E’ un luogo ecumenico europeo. I delegati dovrebbero diventare moltiplicatori del messaggio dell’assemblea attraverso iniziative nei loro territori. Non immagino a breve scadenza un’altra assemblea come questa, ma centinaia di incontri attorno a queste persone che, rispetto alle assemblee di Basilea e Graz, ora sono divenute ‘pensose’, sempre più consapevoli della sfida seria che abbiamo di fronte". Secondo mons. Giordanol’assemblea di Sibiu dimostra "un ecumenismo della maturità", contraddistinto da "un clima di grande serietà". Essere in Romania, a suo avviso, "ci fa percepire ancora meglio il problema Est-Ovest in Europa, la paura della modernità e dell’Occidente". Purtroppo, ammette, "a volte nel dialogo ecumenico si incontrano delle difficoltà perchè non sempre è il puro amore del Vangelo a guidarci. A volte siamo bloccati dalle nostre tradizioni, dalle eredità negative, dalla paura di perdere potere".