Tra le priorità segnalate da Benedetto XVI ai vescovi di Laos e Cambogia anche quella della formazione dei fedeli, "particolarmente dei religiosi e dei catechisti", e dei giovani per i quali ha auspicato "una attenzione pastorale adatta e una preparazione appropriata al matrimonio cristiano". Così "i giovani potranno fare fronte alle pressioni sociali e sviluppare le qualità umane e spirituali necessarie per la formazione di coppie unite e armoniose. Auspico, pertanto, che le famiglie siano centri di evangelizzazione". Nella parte finale del suo discorso il Papa ha ricordato come "l’impegno coraggioso della comunità cristiana verso i più deboli è un segno specifico dell’autenticità della fede. Le opere sociali della Chiesa nei vostri Paesi sono apprezzate dalla popolazione e dalle Autorità". Secondo l’Annuario statistico vaticano i cattolici cambogiani sono 23 mila (su una popolazione di oltre 13 milioni abitanti) divisi in tre diocesi e 41 parrocchie. I vescovi sono due, 17 i sacerdoti, 43 dal clero religioso. 28 i missionari e 204 i catechisti. In Laos i cattolici sono 42 mila su una popolazione di circa 6 milioni di abitanti; 4 le diocesi e 77 le parrocchie. La loro cura è affidata a 3 vescovi e 12 sacerdoti, 298 catechisti. La Chiesa cambogiana gestisce 23 tra ambulatori, ospedali e centri di assistenza.