"I cappellani di prigione sanno che dietro alla colpa spesso si celano profonda povertà e difficoltà psichiche per coloro che si trovano in prigione. Siamo grati del grande incoraggiamento per il nostro lavoro, ricevuto già durante il pontificato del grande papa Giovanni Paolo II, in special modo con il messaggio per il Giubileo nelle carceri nell’anno giubilare del 2000 da cui abbiamo imparato molto, e dall’incoraggiamento che riceviamo oggi attraverso questa udienza". Lo ha detto, oggi, Christian Kuhn, presidente della Commissione internazionale della pastorale cattolica nelle carceri (Iccppc), al Santo Padre, in occasione dell’Udienza concessa da Benedetto XVI ai partecipanti al 12°Congresso mondiale della Iccppc. La Commissione, con i suoi 100 paesi membri, ha ricordato Kuhn, "ha come scopo quello di promuovere sul piano internazionale e nazionale la Pastorale cattolica nelle prigioni", svolgendo il suo lavoro sotto la guida della Commissione episcopale composta da cardinali e vescovi di diversi continenti. Inoltre, la Commissione ha "stato consulenziale presso le Nazioni Unite, in stretta collaborazione con la Rappresentanza della Santa Sede". "I cappellani consiglieri spirituali nelle prigioni ha concluso Kuhn -diffondono la causa dei diritti dei prigionieri, così come di quelli delle vittime".