“Credo che il primo grande ostacolo all’ecumenismo sia l’ignoranza del cristianesimo, la superficialità della vita cristiana. Il primo compito che abbiamo anche a Sibiu è quello di approfondire e vivere il cristianesimo”. Lo ha detto oggi il cardinale Peter Erdo, arcivescovo di Budapest e presidente del Ccee (Consiglio Conferenze episcopali europee), durante la prima giornata dei lavori della III Assemblea ecumenica europea. “Dobbiamo spesso dolorosamente constatare quanto il cristianesimo sia oggi poco conosciuto in Europa nella sua vera essenza ha osservato il card. Erdo -. Circolano molte maschere del cristianesimo, spesso consapevolmente false. E’ urgente che il cammino ecumenico diventi un luogo di approfondimento spirituale e teologico. Imparando la Sacra Scrittura e le verità della nostra fede possiamo crescere nella nostra identità cristiana”. Un altro compito ecumenico “è quello di confrontarci insieme con la modernità e la secolarizzazione”: “Tra comunità cristiane dell’est e dell’ovest abbiamo esperienze diverse. C’è qualcosa da imparare reciprocamente. Abbiamo il dovere di mostrare insieme che il Vangelo è in grado di dialogare con ogni cultura ed ha la forza di arricchire ogni cultura”. “Il cammino ecumenico ha sottolineato – la durezza della croce. Ma la perseveranza di Cristo ci insegna di essere fedeli e coerenti in ogni cosa buona, anche nei nostri sforzi ecumenici”.