"Cristo è presente anche nei poveri, che non devono mai essere oltraggiati, come se non valessero niente"; al contrario, essi "rappresentano la figura del Salvatore". Lo ha detto oggi il Papa, che nella tradizionale udienza generale, dedicata ancora una volta (dopo ,udienza di mercoledì scorso) alla figura di san Gregorio di Nissa. Quella additata da San Gregorio Nisseno ad ogni cristiano , ha spiegato il Papa, è "una salta a Dio" che avviene "per la preghiera, per la purezza del cuore, ma anche per l’amore al prossimo: è questa la vera salita, perché l’amore è la scala che porta verso il bene". Di qui l’attualità delle parole di San Gregorio di Nissa: "Non pensate che tutto sia vostro: ci deve essere anche una parte per i poveri". "Siamo tutti fratelli e apparteniamo all’unica stirpe di Cristo", ha sottolineato il Pontefice. "Per progredire nel cammino verso la perfezione, e raccogliere in sé Dio, portare in sé l’amore di Dio ha proseguito l’uomo deve rivolgersi con fiducia a Dio nella preghiera, ispirandosi sempre alla preghiera del Signore. Preghiamo, allora ha concluso che io sia allontanato dalla corruzione, liberato dalla morte, liberato dalle catene dell’errore. Non abbiano mai potere su di noi la tirannia del male", o le "passioni" che "dominano con la loro signoria".