"Ci aspettiamo aggiunge il direttore del Cir, Christopher Hein – che il governo italiano, indipendentemente dall’esito del processo contro i pescatori, riaffermi l’obbligo di tutti di prestare soccorso in mare e di salvare vite umane come prescritto dalle convenzioni internazionali. Il governo dovrà sottolineare ciò che già prevede il Testo Unico immigrazione, ovvero che in nessun caso un atto di soccorso e salvataggio possa essere considerato reato. Ci aspettiamo inoltre che siano date chiare istruzioni alle forze dell’ordine di non ostacolare l’arrivo in porti italiani di natanti con naufraghi a bordo, in particolare quando, come nel caso in questione, il porto italiano è quello più vicino oppure l’unico che può garantire protezione a chi è fuggito dal proprio paese”. Il Centro Italiano Rifugiati sostiene le iniziative di organizzazioni europee e tunisine impegnate nella difesa dei diritti umani, che "mirano a sollecitare l’immediata scarcerazione dei sette pescatori tunisini e ad attirare l’attenzione pubblica sull’effetto intimidatorio che tale processo comporta, aumentando ulteriormente i rischi per la sicurezza delle persone in mare".