SICUREZZA: MARSICO (CARITAS ITALIANA), "DERIVA REPRESSIVA SOLO VERSO ALCUNI COMPORTAMENTI"

"La sproporzione tra fenomeni e spinte repressive è inquietante. Mi auguro che i provvedimenti siano diversi da quelli anticipati. Altrimenti, se ci fosse questa spirale che colpisce solo alcune presenze, il rischio di una deriva repressiva di certo non ci troverà d’accordo". Lo afferma al Sir Francesco Marsico, responsabile dell’area nazionale di Caritas italiana, a proposito dell’annunciato pacchetto-sicurezza oggi in discussione in Consiglio dei ministri. Tra i provvedimenti contenuti in una bozza sul "degrado urbano", l’introduzione del reato di "questua molesta", il lavoro "sostitutivo" per lavavetri e graffitari, maggiori divieti nelle aree di pregio e carcerazione preventiva. "E’ un dibattito nato male non sempre comprensibile né condivisibile – dichiara Marsico -. Sembra di tornare ad una cultura ottocentesca dell’ordine pubblico". La "questua molesta", in particolare, secondo Marsico "è una categoria giuridica tutta da indagare" e "dà adito ad una difficoltosa applicazione sul piano pratico". Anche la tutela delle aree di pregio "fa nascere un problema di discriminazione territoriale, perché il degrado potrebbe essere una lattina di birra a piazza della Signoria ma non una discarica in una periferia urbana". Inoltre, "non si capisce perché soltanto alcune persone debbano essere sottoposte al lavoro obbligatorio, invece di avviare una riflessione complessiva sulle pene alternative". (segue)