Un’opera, quella di Sciacca, tesa alla promozione della figura di Rosmini attraverso un dialogo ampio ed aperto che non era però condiviso da tutti. Malusa ha sottolineato come "avverso ad ogni forma di fondamentalismo religioso e laicista, Sciacca si fece molti nemici e, le sue opere, di grande successo al momento della prima pubblicazione, hanno avuto in subito in seguito una ‘censura’ che ha coinvolto anche il suo nome". Pier Paolo Ottonello ha trattato il tema "Michele Federico Sciacca: laicità ed umanesimo", con l’intento di "restituire a Sciacca la statura e il ruolo che gli sono propri, sottraendolo alla tentata rimozione". In primo luogo il relatore ha evidenziato uno dei fondamenti sui quali Sciacca ha sempre lavorato: "l’autonomia metafisica della persona umana". Un lavoro che partiva dalla consapevolezza che il concetto di "persona" è "l’essenza stessa dell’Occidente e che rifiutava sia il clericalismo che l’anticlericalismo". Spesso le battaglie erano difficili e "l’ultimo grande neotomista" subì "il martirio dell’intelligenza". Oggi il corso continua con Vincenzo Ferrari, Vincenzo Cappelletti, Giuseppe Acocella, Achille De Nitto e Renato Balduzzi.