La preoccupazione più grande è l’arrivo imminente dell’inverno. "Quando arriverà il freddo dice padre Szulczynski – e la temperatura scenderà sotto lo zero sarà molto difficile per la gente che dorme in tenda. E’ quindi urgente ricostruire le case e gli edifici distrutti e bruciati. C’è poi l’emergenza di dare da mangiare. Questa gente ha fame. Attorno a Tbilisi in 400 punti tra scuole ed asili sono ospitati tra i 100 e i 150 mila profughi. Nessuno si aspettava che in tre giorni potessero arrivare in così tanti. Molti dormono ancora per terra, sui pavimenti. Si devono comprare materassi, lenzuola e coperte. Per i bambini cibo e pannolini". Per sostenere gli interventi in corso (causale "Guerra in Caucaso") si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite c/c postale n. 347013.