PORTOGALLO: DIVORZIO, MONS. AZEVEDO (CEP) "TUTELARE I DIRITTI DEL CONIUGE PIÙ DEBOLE E DEI FIGLI"

Lo scorso 20 agosto il presidente della Repubblica portoghese ha respinto il disegno di legge che intende alterare il regime giuridico del divorzio, e lo ha rinviato al Parlamento, ritenendo che le norme introdotte dal testo non tutelino sufficientemente la donna ed i figli in minore età. Commentando il veto, mons. Carlos Azevedo, portavoce dei vescovi portoghesi (Cep) si è detto "soddisfatto che Aníbal Cavaco Silva abbia tenuto conto del superiore bene pubblico ed abbia dimostrato una coscienza etica critica della superficialità legislativa dimostrata in tale occasione dal Parlamento". Per il portavoce della Cep, "il nuovo regime giuridico del divorzio, così come presentato, appare offensivo del valore esercitato dalla fede sulla stabilità delle relazioni affettive e lesivo della capacità dei coniugi di perdonare e di mantenere gli impegni assunti, specie quando le condizioni familiari mutano ed esigono sacrificio". "I valori che aiutano a consolidare i doveri pubblici ed i legami privati non devono essere disprezzati, e facilmente sciolti di fronte ad una contingenza particolare, sia pur difficile, ma devono essere difesi nell’interesse delle persone e della società". "La giurisprudenza — ha concluso — deve tutelare i diritti del coniuge più debole e dei figli e difendere i benefici che solo l’unità del nucleo familiare è capace di dare alla collettività".