(Simona Mengascini inviata SIR a Rimini) "Il ’68 va tolto dalla mitologia e riconsegnato finalmente alla storia": è questa l’operazione che va fatta secondo Giovanni Cominelli, laureato in filosofia a Milano proprio in quell’anno e membro della Fondazione Sussidiarietà. Cominelli è intervenuto oggi al Meeting di Rimini per l’incontro "’68: un’occasione perduta?", dove ha ricordato come le radici del movimento, in cui confluirono il "filone marxista, rivoluzionario e operista" affondano anche nel mondo cattolico, in ebollizione dopo il Concilio Vaticano II. Riflettendo sul presente Cominelli ha aggiunto che "io non credo, come leggo spesso, che la nuove generazioni siano senza speranza, senza aspirazioni". "Per cambiare le cose ognuno di noi ha concluso – deve essere testimone, non avanguardia, come credevamo nel ’68, della speranza". Pietro Modiano, direttore generale della Banca Intesa San Paolo, ha indicato come eredità positiva del ’68 la voglia di "prendersi delle responsabilità" e la capacità di "disubbidire". Giancarlo Cesana, professore alla Bicocca di Milano e appartenente a Cl ha ricordato come Comunione e liberazione è un movimento nato nel ’68 che grazie a don Luigi Giussani che ha "criticato ma non mollato la tradizione" è cresciuto nell’impegno di "dare ragione di ciò che ci era stato dato". ” ” ” “