LEGGE 40: PESSINA (CATTOLICA); LINEE GUIDA, "IMPRONTA EUGENETICA"

Le "linee guida" sulla legge 40 "introducono alcune novità che di fatto stravolgono lo spirito e la lettera della stessa legge". Ad affermarlo è Adriano Pessina, direttore del Centro di Bioetica dell’Università Cattolica, secondo il quale "l’estensione della possibilità di ricorrere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita anche alle coppie in cui l’uomo sia portatore di malattie virali sessualmente trasmissibili, e l’introduzione della diagnosi preimpianto, contrastano con quell’ intento terapeutico che la Legge 40 tentava faticosamente di conservare e introducono una chiara impronta eugenetica". Linee guida, dunque, ispirate "all’ideologia del cosiddetto diritto al ‘figlio sano’, diritto che non passa più attraverso le cure delle malattie, ma si attua tramite la selezione embrionale". Con queste linee guida, per Pessina, "si evidenzia il disegno eugenetico che collega la selezione embrionale all’interruzione volontaria di gravidanza e che mina quel diritto alla vita e alla cura dei malati che è il fondamento di ogni ulteriore diritto e che non può essere subordinato alla volontà di nessuno". In altre parole, le nuove linee guida "nulla hanno a che fare con le prassi di cura delle malattie, bensì esplicitano in chiave pragmatica quell’ eugenetica ‘liberale’ che concede agli individui, con la complicità dello Stato, di disporre della vita embrionale come fosse puro materiale biologico".